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Spazi sociali

Se conosci un luogo abbandonato al degrado, segnalacelo con una mail.
Inviaci foto ed altro materiale. Se Caserta valorizzasse quello che ha e che non usa, già diventerebbe una città migliore, molto più vivibile ed in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini.

Una città con zero spazi sociali e di aggregazione e quasi nessuno spazio verde, è un luogo invivibile in cui è difficile creare alternative per i ragazzi alla violenza, alla droga, ai centri scommesse. Un città senza spazi comuni è un luogo in cui gli anziani non possono ritrovarsi, in cui i cittadini non possono organizzarsi insieme.

La Villetta all’incrocio tra Via Acquaviva e Via Avellino

La Villetta è chiusa a causa di un’ordinanza del tribunale di S.Maria Capua Vetere che, nel 2012, obbligava il Comune di Caserta ad un servizio di custodia. (vedi documento allegato).
Da allora, la Villetta è stata chiusa, e non è stato più possibile accedervi: uno spreco incredibile in quartiere di circa 20mila abitanti, i cui bambini non hanno luoghi di ritrovo dove poter giocare, dove un anziano fatica a trovare una panchina dove riposarsi o rilassarsi. Quella Villetta per noi era un’oasi di ristoro, in cui fare quattro chiacchiere con gli amici, leggere un giornale, portare i nostri figli a giocare.

Perciò il Comitato “Città Viva”, sollecitato da alcuni cittadini della zona, ha attivato una petizione per chiedere al Comune la riapertura della Villetta, e si è offerto, insieme alla cittadinanza per garantire il servizio di custodia così come richiesto dalla sentenza, di cui si richiede applicazione, affinché la Villetta torni ad essere fruibile.

La Villetta di Via Arno

Nascosta dietro Piazza Po, c’è la Villetta di Via Arno: uno spazio verde bellissimo, attualmente chiuso al pubblico. Per anni le chiavi erano state informalmente affidate dal Comune di Caserta ad un residente del Rione Volturno. Purtroppo, dal decesso di questo cittadino, la Villetta non è stata più resa fruibile. Un grande peccato: rispetto la Villetta di Via Avellino, questo spazio è molto più verde e tranquillo, e sarebbe il luogo ideale dove far giocare i bambini!

Il sottopasso pedonale di Via Acquaviva

C’era una volta…il sottopasso pedonale di Via Acquaviva: un luogo abbandonato a se stesso, con scritte e disegni osceni, nel quale si faceva a meno di passare. Per via del degrado in quello spazio, le persone preferivano rischiare di passare sotto le sbarre dei passaggi a livello, piuttosto che avventurarsi lì sotto…
Poi il Comitato “Città Viva” ha creato una rete di collaborazione tra il Liceo Artistico San Leucio, l’Istituto Mattei, il Terzo Circolo, la Scuola Media Ruggiero, i bambini e le famiglie dei nostri laboratori, gli immigrati e i rifugiati del Progetto SPRAR, i negozianti della zona e, naturalmente, i volontari di diverse associazioni, tra cui il Centro Sociale “Ex Canapificio”. Obiettivo era la rivitalizzazione del sottopasso.
Abbiamo coinvolto l’amministrazione comunale, che tinteggiò le mura e fece dei lavori di riqualificazione: poi intervenimmo realizzando dei disegni bellissimi! Il problema è che, dopo la nostra opera di riqualificazione, il Comune non ha mai più provveduto alla chiusura del sottopasso, che è rimasto sempre aperto, anche la notte! (con tutte le conseguenze del caso!)
Nonostante tutto, però, il sottopasso resiste. Necessiterebbe già di nuova manutenzione, ma i disegni realizzati dai bambini e dai ragazzi resistono, vengono rispettati e difesi.

L’Ex Biblioteca di Via Roma

Abbandonata da diversi anni, l’Ex Biblioteca è uno spazio molto bello, in posizione strategica sulla centralissima Via Roma. Potrebbe essere un luogo ideale di socialità e aggregazione.
A Caserta purtroppo è più facile che vicino le scuole siano stati aperti dei centri scommesse che non degli spazi sociali: l’Ex Biblioteca è chiusa, senza alcuna progettualità, e ha importanti problemi strutturali.
Noi ci siamo offerti più volte, con l’attuale Amministrazione, per una sua riqualificazione: l’ultima volta è stata in occasione del bando della Fondazione CON il SUD intitolato “
Il bando prevedeva la possibilità di usare circa 1/3 dei fondi per la ristrutturazione di un immobile nel quale svolgere attività sociali. Il nostro progetto complessivamente era di 250.000,00 €: ciò significa che avremmo potuto destinare alla ristrutturazione dell’Ex Biblioteca oltre 70.000,00 €.

Consegnammo quest’idea progettuale al Sindaco il 23 dicembre, ed incontrammo diverse volte gli Assessori Pontillo e De Michele. Risultato? L’Amministrazione si è rifiutata di partecipare al progetto. Non è stato ritenuto opportuno. Perciò, quando passate davanti la Biblioteca di Via Roma e la trovate chiusa e abbandonata, oggi sapete il perché.

L’Ex Asilo di Via Barducci

Questa è una storia travagliata. L’Ex Asilo di Via Barducci è una bellissima struttura che si trova in una strada chiusa, traversa di Via Ferrarecce. E’ stata chiusa per anni, finché, nel 2013, l’Amministrazione Comunale di Caserta non ce ne consegnò le chiavi, in attesa di stipulare una Convenzione per la gestione, valida nelle more della vendita.
L’Ex Asilo, infatti, era stato inserito nell’elenco dei beni alienabili del Comune di Caserta, a causa del dissesto. La Convenzione però, non arrivò mai.
Nel frattempo, però, iniziammo ad usare l’Ex Asilo come sede delle nostre attività:

  • Laboratorio di cucina
  • Laboratorio di Arte
  • Laboratorio di Scoperta del territorio
  • Officina creativa per i ragazzi delle medie
  • Feste e giochi per bambini
  • Cineforum con cartoni e animati nel giardino della struttura
  • Incontri di autoformazione con le famiglie dei bambini frequentanti i laboratori
  • Sportello per il sostegno al reddito

La partecipazione a tutte queste attività era gratuita. Inoltre, l’Ex Asilo di Via Barducci era il luogo in cui il Comitato poteva organizzarsi e promuovere il Piedibus, che da allora ne ha fatta di strada…
La Commissaria Niccolò si dichiarò costretta a buttarci fuori dalla struttura, in quanto considerava la nostra presenza nell’ex Asilo un ostacolo alla sua vendita: come se il problema fossimo noi, e non l’importo richiesto che superava gli 800mila euro!
La nostra presenza nell’Ex asilo invece fu motivo di valorizzazione della struttura: vi svolgemmo dei lavori di manutenzione, grazie alla collaborazione dei genitori dei bambini che frequentavano le nostre attività, e sollecitammo l’Amministrazione a fare dei piccoli interventi di manutenzione che resero la struttura più sicura con una spesa minima.
Fummo cacciati comunque dalla struttura, nella quasi totale indifferenza dei politici casertani. Da allora, l’Ex asilo non è stato più utilizzato, è abbandonato, con grande indignazione dei residenti di Via Barducci, che rimpiangono la gestione che ne faceva il Comitato “Città Viva”, ma almeno è stato tolto dall’elenco dei beni che devono essere venduti.

L’attuale Amministrazione Comunale ha intenzione di rivitalizzare la struttura ricollocandovi un asilo nido. Benissimo, siamo contenti. Ma, in attesa che ciò avvenga (e ci vorrà almeno un anno), perché non darci la possibilità di riutilizzare l’Ex Asilo? Perché preferirlo chiuso e degradato piuttosto che luogo vivo, utilizzato dai bambini e dai cittadini?

L’Ex Macrico

Il sogno proibito di noi casertani: il Macrico Verde.
Siamo stati in prima linea nella battaglia contro le speculazioni edilizie nel Macrico. Si potrebbe pensare che non siano servite a nulla, visto che l’area non è attualmente utilizzata. La pensiamo diversamente, e vediamo il bicchiere mezzo pieno: in una città dove i costruttori si sono mangiati tutto –montagne comprese– siamo riusciti ad evitare che nel Macrico vi fossero le residenze e le case che tanti politicanti casertani hanno auspicato e provato a realizzare in questi anni.
Oggi stiamo qui a parlare di Macrico, e quell’area resta una speranza per la nostra città, perché c’è chi ha fermato le lottizzazioni.
Certo, non abbiamo perso, ma non abbiamo neanche vinto. Il futuro del Macrico è ancora incerto, e la battaglia non è finita. Di certo non immaginiamo nell’area il Parco dell’Aerospazio: un attrattore turistico che in altre città ha ben pensato di collocare fuori dal centro, e che a Caserta potrebbe essere posto in una delle cave. Ciò potrebbe anche incentivare la riqualificazione di queste ferite con cui le nostre montagne sono state deturpate, e valorizzare le zone come Centurano e San Clemente, penalizzate da quei mostri innaturali, vittime di malattie a causa delle polveri emanate negli anni da quelle fabbriche.
Tra l’altro, il progetto dell’aerospazio è ancora molto vago, ma da quel poco che si sa, andrebbe a stravolgere il Macrico, realizzandovi una cupola in cemento su cui poi “poggiare” un prato e sotto la quale, invece, realizzare le strutture dell’aerospazio.
Noi restiamo convinti che il Macrico debba restare il vero polmone verde della città: che debba essere fruibile, che debba ospitare attività in grado di garantirne la manutenzione, e che i cittadini debbano avere un ruolo attivo in questo processo.
Oggi il Macrico è nuovamente sotto assedio, stavolta per mano di chi appicca in continuazione incendi dolosi: incendi preoccupanti, che forse puntano a decidere il futuro dell’area con violenza e costrizione. Perciò ci siamo offerti, come Partner del progetto SPRAR, per occuparci della manutenzione dell’area grazie alla collaborazione dei rifugiati che beneficiano del progetto.

Per noi il punto di partenza resta sempre lo Studio di Fattibilità del Comitato “Macrico verde”: l’esempio finora migliore che coniuga la gestione pubblica, il contributo privato, l’associazionismo e il coinvolgimento delle istituzioni per salvaguardare il verde del Macrico.